Tutto pronto per l’atto conclusivo della Spring Cup.
La categoria Open si prepara a vivere l’ultimo, decisivo verdetto in una finalissima che mette di fronte Milano Acrobatica e Ferri’s, indubbiamente le due corazzate più spettacolari viste finora nel torneo.
Una sfida che si preannuncia caldissima, dove la tensione emotiva giocherà un ruolo cruciale tanto quanto i valori tecnici in campo.
Il pass per la finale è arrivato al termine di un cammino autoritario per entrambe. Nelle ultime due uscite si sono visti i tratti distintivi delle pretendenti al titolo: una prova di forza netta ed entusiasmante, il 5-2 rifilato agli Sbarbaleoni dalla Milano Acrobatica e una gestione strategica della sofferenza, valsa il soffertissimo 3-2 ai danni di Eptarchia.
Come spesso accade in partite dove la posta in palio scotta, la differenza la faranno i dettagli e, soprattutto, i colpi dei singoli. In casa Ferri’s gli occhi sono tutti puntati su Campana, attaccante d’istinto puro capace di capitalizzare la minima mezza occasione, e su Ferrara, elemento mobile e insidioso, abilissimo a farsi trovare spazio tra le linee per fare male alle difese avversarie.
La replica del Milano Acrobatica è affidata a una coppia d’assi di altissimo profilo. Là davanti i riflettori sono per il bomber Grassia, terminale offensivo di ruolo, che beneficerà del lavoro sporco e della straripante presenza fisica di Ergyn Husi. Sarà proprio Husi l’uomo chiave in mezzo al campo, chiamato a dare sostanza al reparto e a fare da diga per arginare le ripartenze avversarie.
Dal punto di vista tattico si affrontano due compagini dinamiche, che fanno della solidità difensiva il proprio punto di forza. Nelle gambe dei giocatori potrebbe però pesare la stanchezza: le ultime uscite hanno mostrato per entrambe qualche preoccupante calo di ossigeno nei secondi tempi.
Chi riuscirà a far girare il pallone più rapidamente, risparmiando energie per il finale e mantenendo la necessaria lucidità sotto porta, si porterà a casa la coppa.
Il conto alla rovescia è praticamente finito: la parola passa al campo.
Federica Lo Pinto
